Serie A, Atalanta-Juve 1-3: Higuain e Dybala tengono a distanza l’Inter

Barrow sbaglia un rigore e Gosens porta avanti i nerazzurri, poi il Pipita firma una doppietta e la Joya chiude il match tra le polemiche della Dea

Rullo compressore Juve. A Bergamo la squadra di Sarri batte l’Atalanta 3-1 in rimonta e consolida il primo posto in classifica. Senza Ronaldo, al Gewiss Stadium tocca a Higuain trascinare i bianconeri. Barrow fallisce un rigore al 16′, poi Gosens porta avanti i nerazzurri al 56′. Vantaggio annullato da una doppietta del Pipita (74′ – 82′) e da Dybala (92′). Proteste della Dea sul raddoppio e per un tocco di mano in area di Emre Can. 

LA PARTITA:
Tre punti sofferti, pesanti e che faranno molto discutere. La Juve torna dalla trasferta di Bergamo con una vittoria conquistata con le unghie e con i denti. Un successo che conta più per la classifica che per quanto mostrato sul campo. Una vittoria alla Allegri, per intenderci. Al netto del risultato, infatti, fino al 74′ per i bianconeri non è una gran giornata. E se l’Atalanta non esce dal campo almeno con un pareggio, forse, la colpa è anche un po’ del rigore sbagliato da Barrow. Certo, alcune decisione di Rocchi hanno poi pesato sulla gara, ma i nerazzurri potevano essere già avanti di due reti prima della rimonta bianconera e allora la gara poteva essere tutta diversa. Rimpianti che lasciano il segno. Soprattutto quando dall’altra parte del campo c’è gente come Higuian e Dybala. Campioni a cui non si può concedere nulla. Come dimostra la ripresa della Juve, quando i bianconeri decidono finalmente di accelerare e mostrare il piglio della capolista. 
Del resto il primo tempo è quasi un monologo nerazzurro. Senza Ronaldo, a Bergamo Sarri si affida a Dybala e Higuain, lasciando a Bernardeschi il compito di manovrare tra le linee e dare equilibrio insieme a Bentancur, Pjanic e Khedira. Con gli uomini contati in attacco, Gasperini invece è costretto a tenere l’acciaccato Muriel in panca e a piazzare Pasalic dietro a Barrow e Gomez. Scelte che segnano la gara fin dalle prime battute. Senza l’artiglieria pesante in campo, la Dea prova ad allargare la manovra sfruttando il fraseggio stretto e i tagli. La Juve invece punta sul possesso in mediana, allargando Bernardeschi e appoggiandosi centralmente a Dybala e Higuain. Djimsiti spaventa Szczesny di testa, poi Gollini ferma il Pipita lanciato a rete e Dybala ci prova su punizione. Alti e in pressione, gli uomini di Sarri provano a fare il match. Ma la Dea è veloce a conquistare palla e a ripartire dalla parte di Gosens e Gomez. Toloi testa i riflessi di Szczesny, poi Barrow calcia sulla traversa un rigore assegnato da Rocchi per un tocco di mano in area di Khedira. 
Errore che non cambia l’inerzia del match. A ritmo alto, è infatti ancora la Dea a costruire e a pressare in avanti spingendo sulle corsie e ingaggiando uno-contro-uno a tutto campo. Pasalic costringe Szczesny al miracolo, poi De Sciglio e De Ligt salvano tutto su Hateboer. Un copione che nemmeno l’ingresso di Ramsey per un dolorante Bernardeschi riesce a modificare e che a inizio ripresa, dopo tanta pressione, la Dea concretizza grazie a una zuccata di Gosens, bravo a chiudere in porta un assist preciso di Barrow (poi sostituito da Muriel). Rete che rompe l’equilibrio e costringe Sarri ad andare all-in con Douglas Costa. 
Mossa azzeccata, che dà più dinamismo ai bianconeri e innesca Dybala, vicino subito al pareggio dopo una bella serpentina. Più alta e aggressiva, la Juve aumenta i giri e tocca a Higuain rimettere la gara in carreggiata con due lampi. Il primo è un guizzo sporco, il secondo è un piattone facile-facile dopo un’incursione di Cuadrado (il cui tocco di mano sul recupero palla viene lasciato correre da Rocchi tra le proteste di Gasperini & Co.). Due ganci che feriscono l’Atalanta e cambiano la gara. Anche sotto il profilo fisico. Nel finale, infatti, il match si trasforma in un mix di rabbia e agonismo. Condito anche da altre recriminazioni per un tocco di mano in area di Emre Can. A caccia del pareggio, l’Atalanta prova in tutti i modi a forzare il bunker bianconero, ma De Ligt e Bonucci lottano e non mollano un centimetro, tenendo i nervi saldi. Poi nel recupero è a Dybala mettere la parola fine alla gara in contropiede con il suo sinistro magico. Un gol che chiude il match, ma non le polemiche. Da Bergamo la Juve torna con tre punti pesantissimi anche in una giornata iniziata male. L’Atalanta invece mastica amaro. Sia per il rigore, sia per alcune decisioni di Rocchi. 

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